Per vedere bene, sia da lontano che da vicino, il nostro occhio deve essere in grado di mettere a fuoco sulla retina i raggi luminosi che provengono dal mondo esterno. L’occhio che vede correttamente si dice “emmetrope”.

L’occhio emmetrope è lungo 24mm ed ha i due diametri di curvatura corneale integrati tra loro in maniera armonica in maniera da mettere perfettamente a fuoco le immagini sulla retina. , Quando invece la messa a fuoco delle immagini non avviene correttamente siamo in presenza di un vizio di refrazione o ametropia.

I principali vizi di refrazione sono:

  • Miopia
  • Astigmatismo
  • Ipermetropia
  • Presbiopia

I vizi di refrazione si musurano in diottrie: la diottria è l’unità di misura utilizzata per esprimere il potere delle lenti ed indica la loro capacità di modificare il percorso della luce per mettere a fuoco l’immagine sul piano retinico.

Le lenti possono essere negative, positive ed astigmatiche e vengono usate per quantificare e compensare le ametropie. Spesso, nel linguaggio comune, il termine “gradi” viene impropriamente usato al posto di diottrie.

L’acuità visiva è un valore che indica quanto piccole possono essere le immagini affinché siano correttamente visibili, ovvero indica la riga di lettere più piccola che un soggetto, sottoposto all’esame della vista, è in grado di leggere sull’ottotipo (è la tavola usata per determinare l’acutezza visiva, sulla quale sono riportati simboli o lettere di diversa grandezza). Essa si misura in decimi.

MIOPIA
La miopia è un vizio di refrazione a causa del quale i raggi luminosi vengono messi a fuoco davanti alla retina. Ciò può essere dovuto o ad una lunghezza del bulbo > di 24mm . La visione risulta pertanto sfocata a distanza e più nitida da vicino.
Per correggere tale sfuoca mento con occhiali sarà necessario ricorrere a lenti negative o divergenti, che spostano l’immagine in dietro fino a focalizzarla sulla retina.
Infatti, immaginiamo che la retina sia lo schermo sul quale arriva l’immagine proveniente da un proiettore. Nel miope l’immagine è come se risultasse sfocata sullo schermo, per cui è necessario spostare il fuoco all’indietro con un’opportuna regolazione, in questo modo si riesce a vedere nitidamente.

Dal punto di vista anatomico le cause principali della miopia possono essere:

1. Un’eccessiva lunghezza del bulbo oculare (miopia assile, la più comune);
2. Un’eccessiva curvatura della cornea o del cristallino;
3. Un accresciuto potere refrattivo del cristallino (miopia di indice).

In base al numero di diottrie la miopia viene considerata:

  • lieve (fino a 4 diottrie)
  • media (fino a 9 diottrie)
  • elevata (oltre le 9 diottrie)

L’IPERMETROPIA
L’ipermetropia è un vizio di refrazione a causa del quale i raggi luminosi vengono messi a fuoco dietro la retina, in quanto il bulbo oculare è più corto del normale. Pertanto è molto frequente nei bambini, che non si sono ancora sviluppati del tutto.
In teoria gli ipermetropi dovrebbero vedere male sia da lontano che da vicino, ma il cristallino, con uno sforzo più o meno grande di “accomodazione”, spesso riesce a compensare questo difetto, riportando l’immagine nella regione centrale della retina. Il soggetto ipermetrope, quindi, può essere asintomatico, ma in genere tende a stancarsi soprattutto nella visione da vicino.
La visita oculistica è in questo caso molto importante per una corretta diagnosi ed opportuna correzione.

Dal punto di vista anatomico le cause principali della miopia possono essere:

1. Una ridotta lunghezza del bulbo oculare (ipermetropia assile, la più comune);
2. Una ridotta curvatura della cornea o del cristallino;
3. Un minore potere refrattivo del cristallino (ipermetropia di indice)

Nel caso di ipermetropie medio-basse e quando si è giovani, grazie alla capacità accomodativa del cristallino (“zoom automatico”), il soggetto ipermetrope può non avere alcun problema visivo e, quindi, non fare uso di alcun tipo di correzione.
Tuttavia nel caso di ipermetropie elevate e col passare degli anni (quando il cristallino perde progressivamente la sua capacità di accomodazione) possono comparire mal di testa frequenti e sintomi di affaticamento visivo, soprattutto durante la lettura.
Se l’ipermetropia elevata insorge nel periodo della crescita e non viene opportunamente corretta, può diventare causa di ambliopia (occhio pigro) e di una tendenza allo strabismo.

ASTIGMATISMO
L’astigmatismo è un vizio di refrazione dovuto ad un’anomala curvatura della cornea, che in condizioni normali presenta una forma ovale a “pallone da rugby” in cui i due raggi di curvatura hanno valori armoniosi tra loro.
Esiste un astigmatismo fisiologico (0,5-0,75 diottire) che è comune e spesso non da luogo a difetti visivi poiché viene compensato naturalmente . L’astigmatismo patologico è dato da uno squilibrio tra le due curvature : il risultato sul piano visivo è che i raggi di luce saranno messi a fuoco in due punti dell’occhio, anziché in uno soltanto: in pratica, l’immagine si forma contemporaneamente davanti e dietro la retina e la visione appare più o meno annebbiata. L’astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire lievi variazioni nel corso della vita. L’astigmatismo irregolare può essere causato da alterazioni della cornea in seguito a traumi, lesioni e infezioni o può essere dovuto al cheratocono.

L’astigmatismo può essere classificato a seconda della posizione dei 2 fuochi rispetto alla retina in:

  • astigmatismo semplice;
  • astigmatismo miopico semplice;
  • astigmatismo ipermetropico semplice;
  • astigmatismo composto (in cui l’astigmatismo è associato a miopia o ipermetropia);
  • astigmatismo misto, in cui una linea focale è miope e l’altra ipermetrope (un fuoco è davanti alla retina mentre l’altro cade dietro).

Nel caso di astigmatismi lievi si avranno disturbi visivi limitati spesso al solo affaticamento visivo, ma nel caso di astigmatismi elevati si determineranno gravi difficoltà visive, dovute al continuo cambio di messa a fuoco, nel tentativo di ottenere un’immagine nitida.
I sintomi possono essere:

  • dolore ai bulbi oculari e sull’arcata ciliare,
  • mal di testa, bruciore agli occhi
  • lacrimazione eccessiva.

Si tratta di disturbi che si manifestano prevalentemente dopo un prolungato sforzo da vicino (ad esempio: lettura ed uso del video).

LA PRESBIOPIA
La presbiopia consiste una riduzione fisiologica della capacità accomodativa (“zoom”) dovuta all’invecchiamento del cristallino o del legamento che lo tiene nella giusta posizione, si tratta  di un fenomeno che porta alla graduale perdita della capacità di mettere a fuoco le immagini da vicino. Questo processo inizia intorno ai 40 anni e gradualmente si completa fino ai 60.
Sintomi: all’inizio il paziente avvertirà un senso di appannamento e di stanchezza visiva, specialmente nelle ore serali e in condizioni di scarsa illuminazione ovvero durante la lettura o in altre attività che impegnano la visione da vicino.
Col progredire della presbiopia il paziente tenderà ad allontanare sempre di più il libro o il giornale che intende leggere, per cercare di metterlo a fuoco, fino a quando non sarà più sufficiente la lunghezza dell’intero braccio per compensare il deficit visivo.

Nei miopi la presbiopia insorge più tardi o, almeno apparentemente, non insorge affatto, in quanto il soggetto miope molto spesso si abitua a togliersi gli occhiali che usa per vedere da lontano.
Negli ipermetropi, invece, il processo inizia prima e ha una evoluzione più rapida, dal momento che la presbiopia si somma al vizio refrattivo di base.

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