E’ una forma di retinopatia che è espressione dell’ ipertensione arteriosa sistemica.

Si parla di ipertensione arteriosa quando più misurazione consecutive e diverse della pressione sanguigna danno valori superiori o uguali a 120/70 mmHg.

La risposta iniziale del microcircolo sanguigno all’ ipertensione sistemica è data dalla dilatazione delle vene (turgore e tortuosità) e dalla stenosi (riduzione del calibro fino all’ occlusione dei vasi), delle arteriole retiniche che determina un interruzione della barriera ematoretinica con aumento della permeabilità capillare, quindi formazione di essudati e stravaso di liquidi.

La diffusione vascolare provoca emorragie retiniche ed edema retinico, che se localizzato a livello maculare dà calo del visus.

Le maggiori complicanze della RI sono la comparsa di incroci artero-venosi, restringimento e tortuosità arteriolare, formazioni di essudati cotonosi, emorragie ed edema neuro retinico, con conseguente sofferenza del nervo ottico.

La sintomatologia soggettiva può essere silente, in alcuni casi il paziente può riferire annebbiamento e miodesopsie (mosche e ragnatele volanti).

La sofferenza retinica può gradualmente causare un calo del visus che può risultare seriamente compromesso nei casi più gravi.

Inoltre l’ipertensione sistemica compromettendo i vasi sanguigni retinici può determinarne occlusione (vene) con conseguente trombosi retiniche, e schiacciamenti (arteriole) con conseguente ischemia retinica, eventi che danno luogo a perdite visive gravi, in alcuni casi irreversibili.

Una valutazione periodica del fondo oculare è fondamentale nel follow-up dell’ipertensione e delle patologie cardiovascolari ed è un esame non invasivo che fornisce al cardiologo un contributo importante nel valutare l’efficacia della terapia antipertensiva.


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