Cos’è?

Il Glaucoma è una malattia della testa del nervo ottico (Papilla Ottica) in cui si apprezzano difetti specifici del CAMPO VISIVO, alterazione della morfologia della Papilla Ottica ed in una elevata percentuale dei casi ad aumento della pressione oculare (IOP). Vi sono diverse teorie sulle cause del Glaucoma, tra cui le più accreditate prevedono che vi sia una sofferenza della papilla ottica da ridotto apporto sanguigno e/o un danno meccanico “da schiacciamento” da parte dell’umor acqueo (liquido intraoculare) quando la pressione dell’occhio è elevata (superiore a 20mmhg). La Papilla ottica normalmente ha una forma concava e, nella malattia glaucomatosa non compensata, questa concavità aumenta, si allarga fino a causare atrofia della papilla stessa, quindi “black-out” dell’occhio affetto, perché il nervo ottico è il “cavo elettrico” che conduce l’immagine dall’occhio al cervello. Una volta instaurato, il danno non è più reversibile.

Esistono diversi tipi di Glaucoma con sintomatologia, aggressività e cause differenti, tra questi ricordiamo:

Glaucoma Congenito, presente alla nascita, molto raro, che necessita terapia chirurgica precoce

Glaucoma Primitivo ad angolo aperto, il tipo più comune, si associa ad ipertensione oculare, esordisce tra 40 e 65 anni, è spesso ereditario e può progredire lentamente SENZA DARE SINTOMI.

Glaucoma Primitivo ad angolo stretto, è una forma legata a particolari conformazioni dell’iride e dell’angolo camerulare (la via di scarico dell’umor acqueo prodotto all’interno dell’occhio), che appare stretto o addirittura chiuso, impedendo lo smaltimento del liquido intraoculare che così si accumula provocando aumento della pressione oculare; esordisce intorno ai 60 anni, è spesso ereditario, e può predisporre ad ATTACCO DI GLAUCOMA ACUTO.

Glaucoma A pressione normale, è caratterizzato da pressione oculare nei limiti della norma, alterazioni della papilla ottica e difetti specifici del Campo Visivo. Si associa spesso ad emicrania, ipotensione arteriosa, alterazione dell’Oftalmic-test, fenomeno di Reynaud

Glaucomi secondari ad angolo aperto o chiuso

DIAGNOSI

Nel corso di una visita oculistica completa possiamo riscontrare valori della pressione oculare oltre i 20 mmhg, e/o alterazioni della papilla ottica e/o calo del visus, ed i paziente potrà riferire sintomi quali disturbi del visus, fosfeni (visione di luci al centro del campo visivo), scotomi (parti del campo visivo mancanti).

Di fronte a tali reperti bisognerà effettuare una PACHIMETRIA (misurazione dello spessore corneale) che ci darà indicazioni su come interpretare i valori della pressione oculare; ricontrollare la IOP nel tempo; una CURVA TONOMETRICA, un ESAME DEL CAMPO VISIVO per valutare la presenza di danni dello stesso che finchè non sono gravi e coinvolgono la regione maculare non possono essere percepiti dal paziente; GDX per valutare se vi è un danno delle fibre nervose retiniche e della papilla ottica. Un esame importante per la diagnosi e la classificazione in alcuni casi è la GONIOSCOPIA che ci consente di visualizzare l’angolo camerulare quindi la via di deflusso dell’umor acqueo.

TERAPIA

La terapia varia in base al tipo di Glaucoma, e può essere:

  • MEDICA: colliri che abbassano la pressione oculare, il cui effetto prevede una ridotta produzione e/o un maggiore smaltimento dell’umor acqueo. Si tratta di terapie croniche che vanno somministrate a vita salvo diverse disposizioni dell’oculista di riferimento

  • PARACHIRURGICA che prevede interventi effettuati con il laser e finalizzati all’apertura delle vie di deflusso deficitarie ed alla migliore circolazione di umor acqueo tra la camera anteriore e il solco irido-lenticolare.

  • CHIRURGICA si rende necessaria nelle forme congenite, nei glaucomi ad angolo stretto e in quelle forme che non rispondono alla terapia medica e parachirurgica.


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