P.E.V. – Potenziali Visivi Evocati

Che cosa sono?

E’ un esame che consiste nella registrazione degli impulsi elettrici generati dalle strutture nervose oculari dal sito di origine, la retina, fino all’ area visiva del cervello dopo opportuna stimolazione con flash o stimoli strutturati a scacchiera alternante.

Più in particolare consiste nella registrazione del potenziale d’ azione nel suo viaggio dalle strutture retiniche interne, cellule gangliari, attraverso le vie ottiche, fino alla corteccia visiva.

A che cosa serve?

E’ un esame d’ indagine diagnostica che viene usato in caso di malformazioni congenite, neurite ottica, papilla da stasi, ambliopia e malattie degenerative che possono interessare le vie ottiche.

Alla fine dell’ esecuzione dell’ esame se ne ottiene grafico ad onde le cui caratteristiche variano in base alla patologia per la quale è stato richiesto.

Come viene eseguito?

Viene eseguito una volta per occhio, con correzione e applicando tre elettrodi (non si usano più gli aghi), uno nella fronte (elettrodo di riferimento), uno dietro l’ orecchio (elettrodo di massa) e uno tra i capelli, sulla regione occipitale (elettrodo di rilevamento).

Viene eseguito in monoculare, una volta per occhio, e richiede la correzione ma non la midriasi, la dilatazione.

L’ esame dura solo pochi minuti e al paziente viene chiesto solo di guardale all’ interno di uno strumento dentro il quale si accendono i flash o i pattern che vanno a stimolare le vie ottiche, dopo un periodo di stabilizzazione al buio.

Note tecniche

Alla fine dell’ esame se ne otterrà un tracciato ad onde nel quale si riscontreranno sette componenti elettriche, alcune positive (onde dispari) ed altre negative (onde pari), che hanno differente ampiezza e latenza.

ERG – ElettroRetinoGramma

Che cosa è?

E’ lo studio dell’ attività retinica dopo adeguate stimolazioni luminose.

Vengono studiati i potenziali d’ azione generati dai fotorecettori (coni e bastoncelli) e dalle altre componenti cellulari retiniche, quando si invia alla retina uno stimolo luminoso diffuso (flash) o strutturato (pattern).

Può essere studiata la risposta dei coni o dei bastoncelli ricorrendo a condizioni di luminosità particolare.

A che cosa serve?

L’ ERG è un esame è d’ ausilio all’ oculista nella valutazione di patologie quali le degenerazioni vitreo-retiniche, nei casi di distacco di retina , nella retinopatia pigmentosa, diabetica ed ipertensiva, nel galucoma e nei casi di maculopatia e degenerazione maculare.

Come viene eseguito?

Viene eseguito in binoculare, con correzione e applicando cinque elettrodi (non si usano più gli aghi), due applicati sulla palpebra inferiore (di rilevamento), due dietro le orecchie (di massa) e uno sulla fronte (di riferimento).

L’ esame va eseguito in midrisi, con pupilla dilatata, quindi è richiesta l’ instillazione di qualche goccia di collirio midriatico.

Anche questo esame dura solo pochi minuti e al paziente viene chiesto solo di guardale all’ interno di uno strumento dentro il quale si accendono i flash o i pattern dopo un periodo di stabilizzazione al buio.

Note tecniche

Alla fine dell’ esame se ne otterrà un tracciato ad onde nel quale si riscontrano cinque componenti positive e cinque negative.

Il primo evento bioelettrico è detto “potenziale precoce” ed è una corrente di bassissima intensità mal rilevabile.

Il secondo è detto onda a ed è una deflessione negativa legata all’ iperpolarizzazione delle cellule retiniche (EPR, fotorecettori, cellule amacrine e bipolari).

Il terzo evento è detto onda b, è una deflessione positiva ed ampia ed è legata all’ attività degli strati retinici più interni (cellule e fibre gangliari).

Gli altri due eventi bioelettrici sono chiamati onda c e d ma sono di bassissimo voltaggio e mal rilevabili.

Gli ERG con flash esprimono la funzionalità degli strati retinici più esterni, quelli con pattern invece esprimono quella degli strati più interni.

EOG – ElettroOculoGramma

Che cos’è?

E’ lo studio dell’ attività elettrica oculare di base generata dall’ epitelio pigmentato retinico (EPR) sia in condizioni di buio che di illuminazione adeguata.

Quando può essere richiesto?

L’ esame è utile all’ oculista in caso di degenerazioni tapetoretiniche, nei tumori coroidali….

Come viene eseguito l’ esame?

L’ esame dura circa 30 minuti e viene condotto attaccando due elettrodi cutanei a livello del canto nasale e laterale di ciascun occhio.

Il paziente, poggiato ad una mentoniera, guarda in una cupola nella quale sono presenti due led a 30° e 45° dal centro, che costituiscono lo stimolo di fissazione di riferimento durante i movimenti di lateralità del bulbo.

Si procede prima con l’ adattamento in condizioni di illuminazione adeguata e poi si spengono le luci e si effettua la registrazione al buoi per circa 10 – 15 minuti.

Poi si riaccende la cupola e rileva nuovamente il potenziale d’ azione.

Note tecniche

Inizialmente nel grafico si apprezza un decremento progressivo dell’ ampiezza del potenziale e dei picchi fino ad un punto minimo chiamato “Dark Through”, successivamente una volta riaccesa la cupola, si verifica il fenomeno inverso.

Si ha infatti un aumento di ampiezza del potenziale fino al raggiungimento di un punto massimo chiamato “Light Peak”.

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