IN COSA CONSISTE?

L’intervento di asportazione della cataratta con impianto di cristallino artificiale, è una tecnica di micro-chirurgia oculare che è stata sviluppata nell’ultimo secolo e perfezionata fino ai giorni nostri con l’introduzione della tecnica “mini-invasiva” che si avvale di uno strumento dedicato, il Facoemulsificatore, e di cristallini artificiali pieghevoli (IOL) biocompatibili.

Il cristallino è una lente contenuta nel nostro occhio, avvolta da un involucro sottilissimo (capsula), che alla nascita è trasparente e intorno ai 50 anni inizia ad opacizzarsi più o meno gradualmente, disturbando la visione. Quando ciò avviene il cristallino opaco prende il nome di “cataratta”.

La cura è chirurgica e prevede la sostituzione del cristallino catarattoso con un cristallino artificiale trasparente e graduato in base alle condizioni refrattive dell’occhio. Il risultato visivo prevede la correzione parziale o totale di difetti visivi, con riserva funzionale in presenza di altre patologie oculari pre-esistenti (glaucoma,maculopatie, etc), e dopo l’intervento il paziente potrà fare a meno di occhiali per la visione da lontano nella vita quotidiana, potrà avere necessità di lenti per la lettura e, in alcuni casi, di lenti da utilizzare “per applicazione” (computer, televideo, guida notturna).

La Facoemulsificazione (FACO) prevede un’ incisione corneale di 2,8-2,5 mm, l’introduzione di micro-strumenti deputati a creare un “oblò” (capsuolressi) sulla capsula anteriore del cristallino, l’introduzione del Facoemulsificatore, strumento che emette ultrasuoni deputati alla frammentazione della cataratta e ne aspira i residui, e l’iniezione di una IOL nel sacco capsulare attraverso l’oblò. La procedura in taluni casi prevede un punto di sutura che verrà poi rimosso in tempi successivi a discrezione del chirurgo.

In genere tale intervento si pratica in anestesia topica (gocce di collirio anestetico), ma in casi complicati o quando il paziente non mostra particolare collaborazione si opterà per l’anestesia loco regionale (iniezione retro bulbare di anestetico).

L’intervento non prevede degenza, il paziente potrà presentare lieve e transitorio rialzo della pressione oculare, avrà una visione offuscata che si schiarirà nell’arco di qualche giorno o in una settimana (in base alla durezza della cataratta), avvertirà sensazione di copo estraneo, bruciore e potrà lacrimare. La stabilizzazione del visus si completerà in un mese. Nel tempo anche la capsula che contiene la IOL può opacizzarsi (cataratta secondaria) offuscando la visione e necessiterà di essere “pulita” con un trattamento chiamato “Capsulotomia YAG-LASER” da effettuarsi in Ambulatorio Oculistico.

Dopo l’intervento il paziente dovrà osservare particolari accorgimenti di igiene dell’occhio e delle palpebre, dovrà seguire la terapia prescritta per evitare infezioni, dovrà evitare sforzi fisici, movimenti bruschi, e condizioni di scarsa igiene.

Le complicanze della chirurgia della cataratta sono diventate molto rare, dall’introduzione delle tecniche “mini-invasive”. Vengono divise in Intra-operatorie (legate a particolari condizioni di fragilità delle strutture, a patologie concomitanti, ad aderenze iride-cristallino,) e Post-operatorie (legate al rischio chirurgico e ad eventi patologici subentranti), ma la compromissione spesso è reversibile o comunque limitata all’organo in questione.

Disponibile anche intervento di FemtoCataratta!

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